"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il Sole. Elisa"

giovedì 13 ottobre 2011

Il Lombardia: Il cielo è in cima a una salita.

Sarà che è l'ultima corsa vera della stagione.
Sarà che si corre spesso sulle nostre strade.
Sarà che negli ultimi anni il traguardo era posto nella mia città di origine.
Sarà che quest'anno si scala la Valcava.
Sarà il mito e leggenda che si respira.
Sarà che è stata anche la mia prima grandfondo.

sabato 24 settembre 2011

Le Mont Venoux ci presenta il Mistral!

Andare sul Mont Ventoux non è mai banale. Qualsiasi cosa succeda, è sempre una giornata speciale, che si ricorderà per sempre.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.

martedì 20 settembre 2011

La mia "Les Bosses du 13"

Les Bosses du 13, ovvero, le salite del 13° dipartimento.
Un’ "invenzione" di Mario, il nostro Presidente. Ha voluto fortemente la partecipazione della squadra, a questo evento d’oltralpe. Ha avuto ragione: la nostra Isa, è si è classificata prima tra le donne nel percorso lungo, ed il Team ha portato a casa la classifica a squadre!

Il meteo non è dei migliori. Già durante i preparativi pregara piove forte. Durante, minacciosi nuvoloni restano li impietosi ad “osservarci” dall’alto (verso i basso), punzecchiandoci di tanto in tanto.

lunedì 12 settembre 2011

Giro in Tremezzina sul Passo della Cava

Nonstante un weekend pieno di impegni personali, che prevedevano un altro a km 0, la voglia di bici ad un certo punto ha avuto il sopravvento. Era da tempo che non sentivo sensazione, ed è stato un vero piacere riuscire ad assecondarla, anche se solo per un paio d’ore.

lunedì 5 settembre 2011

Granfondo Colnago: una fantastica giornata di pioggia!

Dopo due mesi di quasi totale inattività ciclistica, mi ritrovo in griglia a Piacenza, solo per Prestigiosi motivi di squadra.
Non ho nessuna velleità agonistica. Rimango quindi in fondo al gruppo con alcuni della squadra. 
Non è una gara che mi piace, dopo averla fatta per la prima volta nel 2007, ci sono tornato solo lo scorso anno, "grazie" alla coppa lombardia e quest'anno.

lunedì 29 agosto 2011

Il Mangart

Il Mangàrt non è una semplice salita, ma molto molto di più. Mi è stata segnalato da un amico, Giampaolo alias “Hard Climber”, che ringrazio vivamente per questa dritta!

E’ la cima più alta della catena delle Alpi Giulie, infatti siamo nella Slovenia del nord, sul confine tra l’Italia e l’Austria.

Tecnicamente la salita, inizia a Lod Pod Mangatom (ma già da Bovec si inizia a salire), misura 21km per quasi 1500mt di dislivello, si arriva a quota 2084, ed è impegnativa con punti sopra al 10%. E’ a fondo cieco, che per una qualsiasi salita è un grosso limite, ma non per questa, grazie anche ad un anello terminale posto sulla cima.

Ma non sono i dati tecnici a renderla particolare. E’ l’ambientazione che la circonda e i panorami mozzafiato. Sembra di salire verso il cielo. La strada è stretta, d’altri tempi, in alcuni tratti è scavata nella roccia e a picco sul nulla. Ci sono anche cinque gallerie scavate nella montagna, che non fanno altro che aumentare il fascino dell’impresa.
Non è una salita per tutti, bisogna avere la pazienza di gustarla e di scoprirla, tornante dopo tornante, curva dopo curva.

La sosta in cima è d’obbligo. Verso sud, tra le montage, si può vedere il mare. Verso nord, lasciando la strada e la bici per salire a piedi pochi metri, si viene ricompensati da un panorama mozzafiato sui laghi di Fusine e altre grandi montagne all’orizzonte.

Questa salita, o meglio, questa montagna fino a qualche giorno fa era a me ignota, oggi è tra le più belle che io abbia mai fatto!

Volendo si può effettuare un anello circolare (che non ho fatto), che attraversa tre paesi Europei: Italia, Austria, Slovenia. A 11km dalla vetta, c’è il bivio verso il Passo Predil, dove ancora si trova la vecchia dogana tra Italia e Slovenia, da cui si può scendere dapprima verso il Lago del Predil (molto bello) e successivamente verso Tarvisio (ITA) quindi, Amoldstein (AU), Radendorf (AU), Vuzner Pass (AU), Kranijska Gora (SLO) e Vrsic Pass (SLO) (anche se la stessa fonte dice che il versante più bello è quello da Bovec) e tornare a Bovec, per un totale di 130km e circac 5000mt dislivello. [Ipotetica Traccia su Tracks4bikers]


Mangàrt da Lod Pod Mangartom
Mangàrt da bv Predil

mercoledì 10 agosto 2011

Pian dell'Armà e Castello di Oramala

Che la bici sia il miglior mezzo per entrare in contatto con ciò che ci circonda non lo scopro oggi. Però ogni volta, resto meravigliato da quanto possa regalare un semplice strumento a due ruote.

Domenica mattina, il meteo non promette nulla di buono. Verificate le previsioni su internet, si decide di andare a Varzi nell’Oltrepò Pavese. L’idea è di evitare i classici, Penice, Brallo e Carmine, e di salire verso Pey (meta segnalatami tempo fa dal mio amico Andrea, che ringrazio per la dritta!). Non c’è tempo per documentarsi ulteriormente, si parte subito per Varzi!

La partenza del giro in bici, viene casualmente spostata nel piccolo abitato di Moglie e prima di arrivare a Varzi, passiamo da Pizzocorno. Si capisce da subito che il giro sarà una sorta di scoperta del territorio a noi poco conosciuto.

Poco dopo Casanova inizia la vera salita della giornata: Pian dell’Armà, una bellissima scoperta!

La salita è lunga 16km per 900mt di dislivello, irregolare, con alcuni punti in doppia cifra. Il traffico è inesistente, l’ambientazione selvaggia. Il panorama offre una vista sulla vallata del fiume Staffora, e di fronte si può ammirare il Monte Lesima facilmente riconoscibile dall’enorme Radar costruito sulla sua cima.

Una volta scolinati, al bivio per Capannette di Pey, decidiamo di scendere verso Varzi, ignorando totalmente che siamo sul confine tra la Lombardia e l’Emilia Romanga, e che a neanche due km, c’è il vero scollinamento che porta in Piemonte: il Passo Capanne di Cosola.

Prima di scendere definitivamente verso Casale Staffora, facciamo una sosta al Passo Giovà, un vero e proprio crocevia di strade, da cui ci si può dirigere verso il Monte Lesima e Passo del Brallo restando in quota.

Unico neo di queste strade poco trafficate è l’asfalto vecchio e la sporcizia, quindi bisogna stare attenti soprattutto in discesa.

Una volta a Varzi, giriamo per il Castello di Oramala. Una “salitella” di 4km, irregolare con punte al 15%. Questa variante ci permette di rientrare all’auto (a Moglie) completando un anello immerso nella campagna, pieno di aspri saliscendi, ed evitare la strada statale principale.


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lunedì 8 agosto 2011

Per iniziare, un pò di salite!

Ormai era un mese che non facevo un’uscita degna di nota. Il mio silenzio non è stato casuale. Avevo bisogno di staccare, di ricaricare le pile, di ritrovare il giusto entusiasmo.

Storicamente il mese di luglio è sempre stato molto attivo, giri lunghi, salie, valichi e passi inanellati uno dietro l’altro. Ma quest’anno ci sono arrivato troppo stanco, sopratutto di testa, e ho dovuto staccare.
E sabato, finalmente, abbiamo messo insieme, un bel giro, non tanto da un punto di vista panoramico, ma da un punto di vista tecnico.

Partiti da Pusiano, abbiamo scalato in successione, Alpe Vicerè, Civiglio, Brunate (da bv Civiglio) e La Colma di Sormano da Nesso. Per un totale di 108km e 2680 mt dislivello.

Sulla Vicerè ho provato il tempo, giusto per vedere come ero messo: direi maluccio, tanta fatica e due minuti e mezzo in più rispetto al mio best time. In pratica al momento mi mancano quasi 200mt di VAM. Anche sulla Nesso, dove sono salito regolare, ho riscontrato lo stesso gap.

Nonostante ciò sono soddisfatto del giro, era troppo tempo che non pedalavo in un certo modo, e non ho di certo pretese. Anche il meteo ci ha dato una mano, nonostante nuvoloni minacciosi che si aggiravano sopra le nostre teste, ci hanno risparmiato.



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venerdì 8 luglio 2011

Coppa Lombardia 2011: Cala il sipario...

Con la Giordana è terminata la C.L. e da qualche giorno sono uscite le classifiche finali.

La rincorsa alla decima piazza di categoria non è andata a buon fine. Finisco dodicesimo.

È sicuramente un buon risultato, ma non faccio i salti di gioia: è un altro obiettivo di stagione che mi sfugge di "poco".
Sono comunque sereno, più di così quest'anno non era possibile fare. E poi non si può sempre "vincere", le sconfitte fanno parte del gioco, e da esse si può imparare, correggere e ripartire. Con questo non voglio dire che l'anno prossimo riparteciperò alla Coppa Lombardia, ma mi auguro in futuro di avere un'altra occasione per poterla fare come si deve.
Il bilancio dopo due partecipazioni lo reputo comunque positivo, posso dire che oltre a faticare, mi sono anche divertito, e confrontato con me stesso e gli altri. Sano Agonismo.

Sarò comunque presente alla cena di metà ottobre, per festeggiare i miei compagni, ed altri amici, che si sono piazzati.

Infine vorrei fare i miei complimenti alla mia compagna di squadra Isa che si è piazzata seconda nella sua categoria e ha anche indossato la maglia rosa!!!

mercoledì 6 luglio 2011

Una Marmotte Prestigiosa

Il mio amico Gabri mi disse: "E' sempre un'impresa portare a termine certe gare!" Come dargli torto?

A meno di sette giorni di distanza dalla Giordana, cercavo un'altra bella prestazione, anche se temevo che la condizione potesse non essere ottimale.
Buon tempo finale, ma si poteva fare molto, molto meglio.

La Marmotte non ha bisogno di presentazioni: 175km e più di 5mila metri di dislivello. In menù ci sono Col du Glandon, Col du Télégraphe, Col du Galibier ed infine il gran ballo finale sull'Alpe Huez. Fanno paura da soli, figurariamoci scalarli tutti insieme, uno dopo l'altro.

La gara è subito condizionata in negativo dal freddo preso scendendo dall'Alpe Huez la mattina (c'erano meno di dieci gradi): avrò continui fastidi (per fortuna solo fastidi) intestinali.
Alle ore 8.00 Pronti e Via: si fa per dire, il ritmo non è di certo quello a cui sono abituato.

Volevo stare con il mio compagno Alberto. Iniziamo insieme, resto imbottigliato all'attacco del Glandon, lo rivedrò solo al Pasta Party. Quindi ll Glandon lo scalo al mio ritmo, insieme a Marco (Berghem Bike). Poi in cima ci perdiamo per la gran confusione. Ribadisco, nulla a che vedere le Gare di Coppa Lombardia: spirito e numeri totalmente diversi.

La Discesa del Glandon, la faccio col freno a mano tirato: non fa classifica e c'è troppa confusione per rischiare.

Sul Télégraphe stesso discorso del Glandon: ritmo regolare senza esagerare, è ancora lunga.

A Valloire si inzia a fare sul serio, penso io. Ma mi sbaglio. Il cuore non ne vuol sapere di salire e i fastidi si intensificano un pò. Rien a Fair, si va come si può.

Quindi l'infinito discesone prima verso Lautaret e poi verso Bourge d'Oisans, in compagnia di un notevole vento contrario. Ai piedi dell'Alpe mi sento abbastanza "fresco" (si fa per dire).

Qui provo a fare sul serio e a salire bello deciso. E ci riesco, nonostante tutto, per 8 dei circa 13 km previsti.
Poi ai meno 5 si spegne la luce, definitivamente.

Termino la prova in 8h 04 (7h 27 di classifica), stanchissimo ed emozionato.

Come detto all'inizio sono prove che è già un'impresa esserci, viverle e terminarle.
Quindi ottima conclusione di stagione, o quasi, visto che anche il Prestigio 2011 è in tasca.







mercoledì 29 giugno 2011

La Marmotte: ci sono...

Due erano le Gran Fondo che anni fa sognavo di partecipare. Una era la GF Pantani che è stato molto facile prendervi parte, essendo molto vicino a casa. Meno è stato portare a termine in 5 lunghi...

La seconda era La Marmotte!
Una granfondo di prestigio, di livello internazionale che non ha bisogno di presentazioni!

175km da percorrere e ben 5 mitiche salite che hanno fatto la storia del Tour de France:
Col du Glandon
Col du Télégraphe
Col du Galibier
Alpe d'Huez

Per quattro anni mi è sfuggita, ma questo sembra essere l'anno buono: sabato mattina ore 7.50 a Bourge d'Oisans inizierà l'avventura!

Ci tengo a dirlo, questo è stato solo grazie al Cassinis ed al suo generoso Presidente Mario, che a Novembre, ha accettato di buon grado di iscrivermi insieme ai suoi ragazzi, nonostante fossi un Pianeta Bici e nulla faceva pensare che potessi cambiare maglia.

Sarà l'ultimo atto di questa prima intensa parte di stagione, e sarà onorata come si deve.
L'obiettivo che mi sono prefissato è molto difficile da centrare, quasi utopico: 7 ore!
Sono matto? Lo so, ma ci proverò fino in fondo...

Stay Connected!

lunedì 27 giugno 2011

GF Giordana 2011: e sono Cinque!

Cinque anni fa ho iniziato a fare le Granfondo, per fare questa. E da allora mi sono sempre presentato al via, nella forma migliore possibile, e con l'atteggiamento mentale giusto, di chi vuole fare bene.
Forse è per questo che non ricordo mai la fatica patita sulle forti pendenze del Mortirolo o Santa Cristina, ma solo l'immensa soddisfazione di aver concluso la prova dando tutto.

E anche stavolta è successo questo. Rispetto al 2010 ci ho messo un minuto in più, due prove apparentemente identiche ma profondamente diverse.
Ho toppato l'obiettivo di finire entro le sette ore, ma sono sereno, più di così non potevo fare. Forse con una conduzione leggermente diversa nel post mortirolo mi avrebbe permesso di centrare questo piccolo obiettivo,
ma sono solo supposizioni, e con i se e con i ma non si va da nessuna parte.

La partenza in prima griglia, mi ha permesso di alzarmi e presentarmi in griglia con calma, e una volta partiti, fino alla cima del Gavia, bellissimo come sempre, vado a "velocità controllata".
La successiva discesa forte, si ma con testa, e non con la stessa aggressività, del 2010. Questo mi permette comunque di rientrare sul mio amico Luca (Makako Team) e successivamente Gabriele (Pianeta Bici) con i quali inizio il Mortirolo. Sono felicissimo di aver effettuato il tratto di trasferimento insieme a loro.

Mi sembrava di stare bene, e forse lo inizio il Mortirolo con troppo impeto. Dopo una leggera flessione nella prima metà mi riprendo bene (grazie ad Ale e Cri per la borraccia di acqua!), tanto da superare, a pochi metri dalla cima, Gabriele, per poi riprendere ancora Luca (E' facile intuire che avevo perso terreno su entrambi nei primi km)
Tempo ascesa Mortirolo: 1h 14' 54" (50 sec in più del 2010)

Cambio borracce volante in cima (Grazie Marco!) e siccome mi sento bene, forse forzo troppo nei tratti pianeggianti, perchè sull'ultimo tratto di salita prima della definitiva discesa verso Aprica, ho qualche crampetto e perdo terreno dal gruppetto. Nonostante gli sforzi non li prendo più, e li rivedo solo all'attacco del Santa Cristina.

Questa è una salita un che come al solito mi inganna: la prendo un pò forte facilitato dalle facili pendenze nei primi km, ma poi quando si inasprisce, patisco più del previsto con una sensibile flessione nell'ultimo km.

Qui perdo definitivamente le ruote di Luca che giungerà al traguardo con una ventina di secondi prima di me.

Giungo all'arrivo in 7h 00 54" Real Time, 125° assoluto, in quella che con molta probabilità, è stata la mia ultima partecipazione a questa gara.

giovedì 9 giugno 2011

La Vigneti Oltrepò Marathon

La Vigneti si trasforma improvvisamente nella mia migliore prestazione di quest’anno. Sono incredulo considerando la pochissima voglia di partecipare a questa gara, e che non digerisco questi percorsi.

La partenza è stato un vero e proprio schiaffo. Non ero proprio mentalmente pronto a menare a tutta. Ho faticato parecchio i primi km, e sono andato decisamente al di sotto delle mie possibilità. I primi strappi mi mettono veramente in difficoltà.

Arrivo a Casa Marchese, dopo 70km, nel gruppone insieme a Isa, maglia rosa e mia compagna di  squadra, Alberto, il suo prezioso gregario, e al mio amico Leo, che non vedevo dalla vacanza francese: rientra da dietro, e va come un treno, complimenti, e grazie per la borraccia!

Ed è proprio a Casa Marchese che decido di cambiare la mia corsa: inizio la salita forte. Leo mi segue, ed insieme ad tre/quattro formiamo un gruppetto, che mi metteno in difficoltà. Finisco il trittico Zavattarello, Pietragavina e Tre Passi in crescendo. Sul quest’ultima, grazie anche alle forti pendenze  guadagno parecchie posizioni (questa è la migliore parte della gara).

Scollino in solitaria, ma tiro dritto, senza aspettare nessuno. Al massimo mi prendono, e infatti verrò raggiunto da un pazzoide, che ogni curva a sinistra invade l’altra carreggiata, (me ne guardo bene di imitarlo!), e in due andiamo via benissimo (raggiungendo e superando anche qualche gruppetto).

Quindi il Carmine. Salita facile, e anche qui vado e scollino da solo. Dietro c’è un piccolo gruppetto, non ci penso  proprio a rialzarmi e affronto ancora da solo i successivi saliscendi, fino all’inizio dell’ultima discesa. E’ poco il vantaggio, ma sto molto bene, e preferisco provare a tenerli dietro.

Però in quest’ultima discesa stecco una curva e vado a sbattere. Peccato.  Per fortuna, riesco a riprendere velocemente, la bici non si è fatta nulla, ed io ho “solo” preso una gran botta alla spalla sx (che ancora oggi mi fa male). Ovviamente il gruppo in questione mi passa, ed io per poco non riesco a rientrarci. Finita la discesa li vedo li poco avanti, ma non riesco proprio a scattare (per il mal di spalla) per rientrare.

Li tengo comunque li per cinque km, poi mollo. Chiudo la prova in 3h 40’, 119° assoluto, soddisfatto.


Nel frattempo sono anche uscite le classifiche aggiornate di Coppa Lombardia: se alle Alpi mi è andata male per la foratura, ai Vigneti mi è andata benissimo, la caduta poteva avere conseguenze molto peggiori. Il risultato è che mi trovo ad affrontare la GF Giordana dalla 14° posizione di categoria. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte: cercherò di affrontare la Ex Pantani al meglio, solo dopo si tireranno le dovute conclusioni.

mercoledì 1 giugno 2011

Nove Colli 2011

(Con un pò di ritardo....)

Per me è una gara da onorare e da vivere. L'atmosfera che la circonda è unica, magica. Sapevo quali erano i miei obiettivi e limiti, ed ho cercato di star il più sereno possibile, ma man mano che le ore passavano mi sentivo sempre più nervoso. Cosa insolita.

La mattina ore 5:15 sono in griglia. Bella la sensazione di posizionarmi oltre il cavalcavia: per la prima volta parto dalla rossa. Mi trovo con i miei compagni di team, Alberto ed Isa. Faccio i complimenti ad Alberto, per la sua prova superba, ha chiuso in sole 6h 38', una moto!

Partenza non eccessivamente forte, adatta al mio ritmo. Dopo 18km perdo il sensore di velocita. Mi fermo inutilmente nel tentativo di recuperarlo. Da qui in poi sono al buio di qualsiasi dato tecnico, per fortuna conosco bene il percoso. Forse è un bene, le sensazioni non sono buonissime.

Continuo a sentirmi nervoso e non riesco a concentrarmi. Così i primi due colli. Poi sul Ciola decido di iniziare ad alzare il ritmo: mi rendo conto che è una pazzia, ma tanto che ho da perdere? Allo stesso modo affronto sul Barbotto, Montetiffi e Perticara. Fa caldo, ma non eccessivo, mi sembra ti tenere abbastanza bene.

Poi arriva il  Pugliano: anche qui riesco ad avvantaggiarmi sul gruppo con cui la inizio, ma inizio a sentire la stanchezza. La Stanchezza che condiziona l'ascesa al Passo Siepi, si trasforma in pesantezza sull'inedito dente che si affronta subito dopo. Tanto da arrivare sul tratto in piano prima del gorolo, a pochi metri da un gruppo al quale invano cerco di agganciarmi, e mi cuocio definitivamente.
Sul nono colle, quindi, sono piantato. Non va meglio nei successivi saliscendi dove soffro maledettamente e non tengo le ruote. Anche l'ultimo tratto in piano diventa infintio, e solo alla vista dell'ultimo cavalcavia mi rivitalizzo un pò, giusto per risalire il gruppo e tentare un'improbabile volata.

Nonostante tutto termino in quasi 7h 3', circa 16' in meno rispetto lo scorso anno. Anche se c'è un pizzico di amarezza per non essere stato sotto le 7h, sono soddisfatto, qui non si inventa nulla, e mi concedo un paio di birrette e la piada con la salamella...

venerdì 20 maggio 2011

Classifiche di Coppa Lombardia dopo la 4a prova

Sono uscite le classifiche dopo la prova delle Alpi. Non mi aspettavo nulla, ho semplicemente avuto conferma che quest'anno non ne ho abbastanza per entrare nei dieci di categoria. Anche senza la foratura, sarei comunque arrivato fuori dai dieci. Dimostrazione che nulla succede per caso. Serenamente alzo bandiera bianca. Onorerò comunque le prossime due prove, ma senza più troppe menate di classifica.

lunedì 16 maggio 2011

La Vençoise: Ottime notizie dalla Francia!

Tutta un’altra cosa rispetto alle granfondo italiane. Del Team Cassinis Siamo in Sette, ospiti a casa del Presidente. Ci iscriviamo in loco e già il numero è di buon auspicio: 314 (mio mese e giorno di nascita). E’ anche facile intuire che saremo “pochi intimi”.

Si parte dal centro di Vence. L’atmosfera è davvero rilassata, niente a che vedere con l’ansia e aggressività della Coppa Lombardia. Nonstante arriviamo in “griglia”, un quarto d’ora prima della partenza, riesco a inserirmi in buona posizione in griglia. 

Pronti via, subito in salita, subito a tutta! Ci sono i 9 km del Col de Vence da spianare. Vado su come posso,  un pò limiato dalle residue inutili fatiche della GF Alpi, e un pò dalla colazione non ancora assimilata in toto. Normalmente potrei tenere un ritmo un pò più alto. Dopo i primi 7 km vedo che c’è già un gruppetto di testa di 9 seguito da altri 5-6 (sono circa al km 8). 

Al Col de Vence ci raggruppiamo in 3, tiriamo un pò a turno, personalmente, senza ammazzarmi. Siamo ancora all’inizio e meglio preservare le energie. Non c’è un metro di pianura, continui falsopiani che fatti al vento ti logorano senza che te ne accorgi. Non passerà molto, che verremo poi risucchiati da un folto gruppo: qui sto bello coperto e ciò mi permette di recuperare molto bene, e per fortuna man mano che passano i km mi sembra di migliorare. 

Passiamo agilmente il Col de Cornille e giugiamo al bivio medio–lungo: come da prassi girano quasi tutti per il corto, e restiamo una ventina. Inizia il Col de Lattes, 6km pendenza massima 4%, non la si può considerare salita, ma fa selezione: sono ancora nella pancia del gruppetto quando vedo due andare via, mi faccio sfilare e con una bella tirata mi accodo. Altri tre faranno lo stesso, ed in sei ci avvantaggiamo.

Quindi il Col deBleine per un’altra scossa: 5km 6-7%, questa è salilta "vera", che si fa sentire nelle gambe. Fino ad un km dalla vetta riesco a stare in contatto visivo di due che salgono apparentemente facile. Scollino solo, e dopo aver perso tempo ad un incrocio mal segnalato, riprendo la “retta via” insieme ad un altri 2. E’ incredibile, nonstante siamo in pochi, trovo sempre qualcuno con cui condividere la strada! Ma è fondamentale, nonostante siamo in discesa, c’è vento contrario, e stare coperto mi permette di risparmiare ancora energie preziose. Intanto il gruppo si allarga un pochino...

Finalmente giungiamo all’inizio dell’ultima salita (Col de Vence da bv D2-D3), la prendo a cannone e saluto la compagnia. Anche questa ha pendenze dolci (intorno al 6%), ma salire forte fa la differenza. Finalmente rivedo i due (insieme ad altri) che mi hanno lasciato indietro sul Col de Bleine, e a fine salita riesco a riaccodarmi: all’arrivo manca ancora un falsopiano, e la discesa verso Vence. 

In quota c’è un meteo terribile: nuvole bassissime, poca visibilità, e bagnato come se piovesse. Dopo un primo tentativo andato a vuoto di avvantaggiarmi sul falsopiano, ci riprovo con successo in discesa! 

Arrivo in solitaria: con mia enorme sorpresa, la classifica recita 12° assoluto e 2° di Categoria!

Scoprirò poi che è stato l’attacco sferrato in discesa, a permettermi di guadagnare la seconda posizione in categoria, con tanto di premiazione finale!

Ma le sorprese di giornata non finiscono qui: pure la mia compagna di squadra, Barbara, vince la classifica assoluta femminile nel lungo! Incredibile!

Che dire, ce l'ho messa tutta si, ma non sono andato nè più nè meno di altre volte. Semplicemente questa volta la fortuna ha giocato dalla mia. E nello sport ci vuole anche questa.

Un ringraziamento speciale a Mario (il nostro vulcanico Presidente) e Bea che mi hanno invitato e ospitato nella loro bellissima dimora di Tourrettes Sur Lup: è proprio grazie a loro che ho avuto questa incredibile opportunita!





giovedì 12 maggio 2011

Si riparte...

“Fragili, coraggiosi, incoscienti: le discese sono la sfida più estrema. Mario Fossati le chiamò "a tomba aperta": fischio di tubolari e freni sull'orlo dell'abisso. Si muore sul lavoro, da gregari, sempre lontano da casa. Il paradiso di chi corre è in pianura.”
di GIANNI MURA


E’ sempre sottile il confine di rischio, in ogni cosa.
Commoventi, le immagini, della tappa del giorno dopo.
E questa foto, parla da sola.
Non resta che riflettere quando si è in bici, e stare sempre attenti, anche se a volte non basta. Putrtoppo, ne so qualcosa purtroppo.
Il Giro, è una festa, per i corridori, per gli spettatori, per l’Italia, per il Mondo. E poi una Corsa.
E continueranno a correre i ragazzi, con qualcosa in più nel cuore.

lunedì 9 maggio 2011

GF Alpi: che peccato...

Della Gran Fondo delle Alpi 2011 mi rimarrà il bellissimo gesto di Fabrizio C., che vedendomi fermo a bordo strada alle prese con una foratura, senza pensarci su due volte, si ferma e mi da la sua ruota per terminare la gara. Lui si stava facendo una “sgambata”, in ripresa dopo l’incidente subito un mesetto fa.

Fino alla foratura, all’attacco della salita di Triangia, era andata benissimo: dalla partenza in prima griglia, all’ever evitato cadute in gruppo, all’aver iniziato il santa Santa Cristina con il gruppo di testa. Poi ci avevo messo del mio, con il Santa Cristina, salito forte (un minuto in meno dello scorso anno!), e le successive salite di Teglio e Ponchiera in testa al gruppo (che si era formato a fine discesa dell’Aprica) e con cui prevedevo di arrivare all’arrivo (arrivato tra l'89a e 102a posizione assoluta). In verità sulla Teglio avevo provato anche ad avvantaggiarmi, ma la gamba, giustamente affaticata, non mi ha permesso di fare la differenza che volevo.

Quindi la foratura (e la camera d’aria di riserva difettosa!). Una volta ripartito, ovviamente non avevo più quella verve agonistica, e me ne sono rientrato a Sondrio mesto (e in solitaria, per scelta), non tanto per la foratura in se (fa parte del gioco), ma per l’essere uscito definitivamente dalla classifica di categoria di coppa. Ovviamente non è per questo che non ci riuscirò ad entrare nei primi dieci, la categoria è veramente molto forte.

La nota positiva, è che la condizione è constante in crescita, speriamo di far meglio nelle prossime gare.

mercoledì 4 maggio 2011

Giro d'Italia 2011... che brividi




"Ti avverto
Sul mio corpo hai cercato la Gloria
Mi hai sfidata
Ed io, mi sono lasciata conquistare
Mi hai conosciuta
Hai sentitato il calore dell’abbraccio della mia terra
Testimone dei tempi
Storia dell’anima umana
Scrigno della memoria
Sono l’Italia
E questo è il mio giro
Che, Pedala"

martedì 3 maggio 2011

Totali Aprile 2011

Tra alti e bassi, Aprile è in Archivio.

Totali di Aprile:

16 uscite (di cui 2 GF)
1.340km percorsi
16.000mt dislivello.

Da Gennaio, 3.930km e 46.000mt

mercoledì 20 aprile 2011

BikeMap.net

Recentemente mi sono imbattuto in questo sito, che mi sembra ottimo e "moderno" per creare i propri itinerari, scaricarli per utlizzarli come guida gps.

Mio Profilo: http://www.bikemap.net/user/fb1575757817

martedì 19 aprile 2011

Valcava e Culmine San Pietro

Decido di partire da casa in bici. Non ho voglia di prendere la macchina, quindi modifico il programma all’ultimo nel giro con Valcava e la Culmine San Pietro.

Giungo con calma a Cisano B. Poi salgo verso Torre de Busì dove inizia la Valcava che ormai la conosco a memoria. L’affronto con calma, in agilità. Nonostante ciò sul tratto duro fatico, molto, e capisco che non sono in giornata.
Sceso a Ponte Giurino, e risalgo a Berbenno via Ceresola (5,1km). Anche qui agilità è d’obbligo. La giornata è ancora lunga e non so bene quanta benzina ho. Sceso a Brembilla risalgo alla Forcella del Bura (11km), che nonostante sia molto pedalabile, la stanchezza comincia ad avanzare.

A Vedeseta, evito di scendere a San Giovanni Bianco, per poi risalire, troppe le percezioni negative. Mi spiace perchè il tratto tra le gole mi piace molto. La scelta si rileva corretta. Sul tratto che porta ad Avolasio, intorno al 9% medio, faccio veramente fatica e alla Culmine San Pietro finalente tiro il fiato.


Da qui mi aspetta solo discesa e pianura, apparentemente facile. Così non sarà. Il vento, mai a favore, accentua ulteriormente l’affaticamento e a Calolziocorte scarto l’idea di salire ancora a Carenno, troppo stanco, per oggi basta così.

Anche questa è stata una saggia decisione, visto che da Imbersago in poi, difficilmente supero i 30km/h.

Per concludere termino il giro di 190km e 3.150 metri dislivello in 8 ore. La media è veramente bassa, sintomo che la stanchezza avvertita la mattina precedente non è ancora passata. Lo verifico anche guardando i dati del giro effettuato in bergamasca il 9 marzo: rispetto a quel giorno ci sono 400mt dislivello in meno e la media è molto più bassa.

Il Resegone



Itinerario ciclabile 917814 - powered by Bikemap 

lunedì 18 aprile 2011

Il Sabato in Brianza



Negli ultimi mesi uscire nel weekend in Brianza è diventata veramente un’eccezione alla regola. Infatti era previsto un girone nell’oltrepò Pavese insieme ad alcuni amici, ma alla sveglia no reaction, bidonati alla grande!

Ho quindi ripiegato con un giro sulle note strade brianzole di 120km a 30 di media.
Un bel giro, in una giornata serena ma freschina, dopo il deciso calo delle temperature degli ultimi giorni, un antipasto in vista dell'uscita di domenica...

venerdì 15 aprile 2011

Classifiche di Coppa Lombardia dopo la 3a Prova

Già online le classifiche ufficiose aggiornate della Coppa Lombardia, e, come previsto il responso non è stato positivo.

Nella classifica generale a tempo perdo due posizioni dalla 74a alla 76a (ma questo dato ha poca importanza).

Mentre in quella a punti di categoria apparentemente guadagno 3 posizioni, e mi trovo 12°, ma considerando lo scarto mi allontano ulteriormente dalla decima piazza.

Insomma, è vero che lo spazio per recuperare c'è, ma la concorrenza è decisamente ben allestita.

La nota positiva della GF 3 Laghi, è che mi ha permesso di "inquadrare" visivamente un pò di avversari, che potrebbe tornare nelle prossime prove...

lunedì 11 aprile 2011

Una Tre Laghi sotto tono

Mi presento alla Tre Laghi convinto di fare una bella prestazioni. Ma le belle sensazioni provate nelle ultime settimane si sono volatilizzate appena iniziata la salita.
Non arrivo presto in griglia, e quindi alla partenza forzo un pò per cercare di recuperare qualche posizione. E nonostante lo sforzo profuso, mi sembra di arrivare meglio rispetto lo scorso all'attacco della prima salita.
Ma qui mi rendo subito conto che qualcosa non va. Vedo alcuni miei avversari avvantaggiarsi senza che io riesca a reagire e a cambiare ritmo. La salita poi, con le sue pendenze "leggere" non mi aiuta.
A Navazzo mi raggiunge Emi, ed insieme ad un gruppetto arriviamo velocissimi all'inizio della seconda parte di Capovalle. Qui forzo di brutto, esco dal gruppo per raggiungene uno più avanzato. Ma niente di più. Volevo avvantaggiarmi ulteriormente, ce n'era un altro più avanzato, ma le gambe non rispondono più.
Da qui in poi mi tocca giocare in difesa.
Sia sulla salita di Bione, che quella di Sant'Eusebio, non riesco a sfruttare il passo di alcuni che si avvantaggiano e si "rivedranno" solo all'arrivo.
Poi nel lungo tratto finale, un pò sto coperto, un pò tiro, ma capisco che è meglio che stia tranquillo. Infatti nella volatina di gruppo faccio molta fatica...

Chiudo la gara 132° assoluto, in 4h (3h 58 Real Time) migliorando di ben 8' rispetto lo scorso anno.

Dopo tre prove di Coppa, la situazione non è di certo rosea, anzi. Però ce ne sono ancora tre, che sono anche quelle più dure, e tutto può ancora succedere...

Faccio i complimenti alla mia compagna di Squadra Isa che si è classificata Prima nella Classifica D2 dei lungi!
E pure il team è stato premiato come 4° classificato!

lunedì 4 aprile 2011

Una Selle Italia da Gregario

E’ la mia quarta Selle Italia in cinque anni. Ognuna con obiettivi, e significati diversi.
Nel 2007 è stata la mia prima Granfondo ufficiale,  quest’anno la mia prima Granfondo da Gregario Ufficiale.

Volendo semplicemente conquistare il Prestigio, non ci sono velleità di classifica, solo cercare di arrivare al traguardo entro il tempo massimo. Ciò ovviamente ci ha permesso di affrontare l’evento in assoluta tranquillità e serenità, senza l’affanno e l’ansia agonistica, godendo a pieno di tutto ciò che ci circonda.

Ci si è poututo concedere la pausa ai risotri, chiaccherare tranquillamente, ed ammirare i panorami gentilemente offerti dalla campagna romagnola in una splendida giornata di sole.

Unico momento di “panico” al ventesimo km: sento un rumore metallico secco , e mi rendo subito conto d’aver rotto un raggio. Non so come, ma mi fermo con assoluta calma, stacco il raggio rotto, e riparto immediatamente, senza troppe menate, come se nulla fosse.

Questo piccolo inconeniente mi ha tolo solo la possibilità di fare la mia gara sulle cronoscalate, niente di più. E sinceramente è stato meglio così. Invecec non mi ha impedito di mettermi in testa ad un gruppetto e scandire un’andatura regolare, adeguata alla mia capitana, nonostante il fastidioso vento sempre contrario o laterale.

Il prossimo appuntamento agonistico: domenica 10, GF 3 Laghi,  la musica sarà decisamente diversa... 

venerdì 1 aprile 2011

Totali Marzo 2011

La notizia più bella, anche se ovvia, è che finalmente è arrivata la primavera, le temperature pian piano si stanno alzando, e si è anche cominciato ad indossare la tenuta estiva, ovviamente con qualche accorgimento, sempre meglio essere cauti.

Marzo è stato un bel mese ciclistico, una gara, qualche bella uscita in compagnia. Si è anche iniziato a scalare qualche salita interessante. Il tutto condito da un bel mix di calma, e di agonismo.

Totali Marzo:
10 uscita (compresa GF Franciacorta)
1.014km percorsi
13.400mt dislivello

Totali 2011:
2.590km e 29mila metri dislivello

Ed ora sono siamo entrati nei tre mesi caldi, e non in tema di temperature...

giovedì 31 marzo 2011

Ricognizione GF Tre Laghi 2011

Domenica 27 abbiamo effettuato un giro sul percorso della granfondo 3 laghi.

Rispetto al 2010, è cambiata il luogo della partenza, e l’ultimo il tratto finale del percorso.

Il primo tratto, fino all’attacco della salita di Capovalle, a parte qualche rotonda non presenta particolari criticità, strada larga e prevalentemente pianeggiante.

A Gargnano, dopo poco meno di trenta km, inizia finalmente la salita verso Capovalle, che si divide in tre tronconi, per un totale di 26km.
Il primo di 7km è molto pedalabile. A Novazzano inizia un tratto quasi totalmente pianeggiante di fino al bv per Capovalle; in questa parte bisogna prestare particolare attenzione, strada stretta, piena di curve, molto sporca, e che si affronta sicuramente in gruppo a velocità sostenuta.
Infine il secondo troncone di salita verso Capovalle (7km), è un pò più insidioso, ma le pendenze restano contenute.

La discesa verso Idro, è larga, veloce con un pò di tornanti, poco tecnica, insomma...
Da Idro inizia un tratto vallonato, un pò noioso, e con l’asfalto spesso rovinato (prestare attenzione).

Finalmente a Castio inizia l’ascesa verso Bione: il primo tratto di salita di 2,5km, presenta pendenze molto importanti che spaccano le gambe. Bisogna cercare di tenere(!!!!) le posizioni. Poi dopo una breve discesa si risale definitivamente verso Bione.

Poi altro tratto da fare in gruppo prima di iniziare l’ascesa verso S. Eusebio, salita molto facile a dir la verità, che lascia posco spazio alla fantasia ai grimpeur.
Dalla cima all’arrivo mancano ancora più di 30km edopo un’altra discesa poco tecnica e molto veloce, inizia l’estenuante tratto finale vallonato. Ben 300 i metri di dislivello negli ultimi 24km.

In totale sono circa 128km 2030mt dislivello; probabilmente cambierà qualcosa visto che dopo Agnosine abbiamo trovaot la strada interrotta per una frana, e si verrà deviati su una sottostante.

Traccia del percorso: Link

lunedì 28 marzo 2011

Giro fra Bergamasca e Lecchese

Finalmente una bellissima giornata di primavera: tanto sole e temperature miti!

Partiamo da Carnate in 5, verso la Bergamasca, di buon passo.
In sucessione affrontiamo:

Il giro in totale è di circa 120km e 2100mt dislivello: non lunghissimo, ma buon ritmo ovunque ed in salita non ci siamo risparmiati. A parte la prima, dove ho faticato un pò nella prima parte, sulle altre sono riuiscito a tenere il passo del duo Gabriele. La condizione è decisamente superiore a quella dello scorso anno nello stesso periodo e si vede, tanto che riesco anche a divertrimi.


E’ stato un vero piacere tornare a pedalare con Gabriele & C. e mi auguro che ciò riaccada presto.

giovedì 24 marzo 2011

Classifiche di Coppa Lombardia dopo la 2a Prova

Sono già online le classifiche (ancora provvisorie) dopo la prova della Franciacorta e Sebino
Rispetto a Laigueglia è andata un pò meglio, ma è ancora presto per dire che la scalata verso la decima posizione di categoria sia effettivamente iniziata. Al momento parleri più di un’inseguimento.

In Classifica Punti di Categoria mi sono piazzato 15° e sono passato dalla 17° alla 14° (parimerito). Mentre in Classifica Generale Tempo avanzo in 74° posizione.

Come già detto, troppo basso il coefficiente di difficoltà di queste prime due prove per poter avere un quadro veritiero, minimi i distacchi tra tutti i classficati. Non mi resta che attendere fiducioso la prossima prova dei 3 Laghi... 

mercoledì 23 marzo 2011

La mattina ha l'oro in bocca

E' un vecchio proverbio, ma è sempre attuale, nella vita e non solo.
Appunto, perchè qui si parla di bici. Che c'è di meglio allora di una tranquilla pedalata mattutina prima di andare al lavoro? Certo è difficile alzarsi dal letto quando suona la sveglia, e magari fuori è ancora buio. Ma basta un attimo, un piccolo sforzo e poi una volta in sella si può veramente godere di belle sensazioni che restano durante tutta la giornata la influenzano positivamente.

In questi ultimi giorni ho deciso di provare a riprendere questa vecchia abitudine, e solo dopo averla messa in pratica mi sono reso conto di quanto sia bello uscire al "fresco" e con poche macchine attorno, mentre la città e la natura si risvegliano.

Adesso al mattino fa ancora freddino, e la luce arriva un pò tardino, ma tra qualche mese, sarà una vera e propria goduria. Provare per credere...

lunedì 21 marzo 2011

Gran Fondo Franciacorta e Sebino: resoconto


Come previsto, gara velocissima e tecnicamente sterile. A Partignago, ai piedi della seconda ed ultima salita sono arrivato a 37 di media, dopo 87km di contiui rilanci senza un attimo di respiro (ad esclusione della tratta Tavernola – Iseo), cosa a cui non sono abituato e che non mi piace (se così fosse mi dedicherei alle gare udace). La breve salita di Solto Collina, scalata in apnea, a malapena me la ricordo, ha leggermente rimescolato le carte.

La ricognizione effettuata una settimana fa si è rivelata fondamentale, avevo la consapevolezza di dove ero e di quello che stavo x affrontare. Non è un caso che la salita principale l'ho presa in testa all'immenso gruppone che si era formato nei 50kn piatti da Lovere. Importante, per evitare di rimanere imbottigliati sulle prime impietose rampe verso San Giovanni di Polaveno dove il gruppo è letteralmente "esploso". 

Qui volevo fare il mio forcing invece mi sono trovato costretto a tirar fuori le unghie per difendermi: gambe pesanti ed anche i crampi hanno fatto capolino.
Peccato, perchè ho perso le ruote di Emi (ex compagno di squadra) e di Luca (con cui ho
battagliato lo scorso anno in coppa lombardia), sapevo già che era impossibile rientrare nella successiva discesa, tutta velocità e niente tecnica.

All’arrivo, dopo gli ultimi tre km pianeggianti a tutta, ho trovato ancora forze per un discreta volatina, che mi ha permesso di quadagnare qualche posizione in classifica assoluta.
Alla fine non mi sentivo neanche troppo stanco, ma le gambe erano veramente a provate.

Tempo tolate è di gara è di 2h 57', quindi obiettivo raggiunto (quello di stare sotto le tre ore).
La classifica invece è ancora impietosa: 232° assoluto e 70° di categoria!  

Mannaggia vanno tutti come delle moto!

Concludo facendo i complimenti a Fabrizio, che si è imposto in questa corsa: Grandissimo!!!!

All'arrivo

Post Gara

In griglia fa freddo

Gruppo Cassinis

Scorcio alla Partenza

venerdì 18 marzo 2011

Un'Italia più bella. Dalla bici

di Isa Grassano -  fonte: La Repubblica - link

Da Mantova all'Emilia, dall'Appia ad Assisi, i suggerimenti per alcuni itinerari da percorrere rigorosamente a due ruote. Per gustare al meglio l'ambiente


La mountain bike scivola docile tra le curve morbide della strada. Incontra placidi paesi in collina e borghi che fanno da incrocio a strade poco trafficate. S'inerpica in salita, insieme alle vigne tagliate dai sentieri sterrati dove passano solo i trattori. Ecco il fascino "slow" del cicloturismo. Nessuna fretta, ma solo il l'emozione di perdersi nelle bellezze del paesaggio. Andare in bicicletta tra le vie di un borgo antico. Vivere il piacere di strade solitarie. Scoprire piccoli tesori, al di fuori dei soliti circuiti. Tutto a basso costo, senza inquinare, rispettando l'ambiente e restando in forma.

Da Nord a Sud, tra campagna e mare, tra città e paesi, tanti gli itinerari da vivere in "punta di pedale".
Si toccano i luoghi più belli tra Mantova e Sabbioneta, nel "percorso ciclabile Unesco". Quarantasette chilometri (il fondo è per lo più asfaltato, per brevi tratti sterrato), per perdersi nelle bellezze del paesaggio, tra vigneti e frutteti di mele, ombrosi boschi di latifoglie ed enormi distese di campi coltivati.

Durante il lungo ma facile percorso s'incontrano diversi paesi, ciascuno con le sue eccellenze: Buscoldo con la chiesa parrocchiale tardo barocca; Torre d'Oglio e il ponte di barche e l'oratorio del Correggioli; Commessaggio con il Torrione fatto erigere da Vespasiano Gonzaga. Percorrendo, poi, la strada Vitelliana, l'antica strada militare romana, fatta costruire dal proconsole Vitellio, si nota l'eremo di San Remigio, edificato nel XVII secolo per i pellegrini che si recavano a Roma. Lungo il percorso ci si può fermare qua e là per ammirare le zone umide del Parco Oglio Sud (dove l'Oglio si immette nel Po), tipiche di quest'angolo di pianura. Ed ecco i salici e i pioppi bianchi che si specchiano civettuoli nelle acque del fiume, mentre i canneti ondeggiano al vento. E ammirare, spesso nascosti tra le foglie, gli aironi rossi o bianchi, le nitticore e il falco pescatore.

Pedalata dopo pedalata, mentre i dettagli si perdono e le case sembrano un impasto di colori caldi, si arriva, quasi improvvisamente, a Sabbioneta, la "piccola Atene" del Rinascimento, "la città ideale", come è stata definita. Si sbuca direttamente in piazza Ducale che si svela in tutta la sua grandezza, con il Palazzo Ducale.

I più allenati e con le gambe resistenti possono percorrere le strade bianche intorno a Siena. Chilometri e chilometri di "fettucce", senza un centimetro d'asfalto (ovunque saliscendi sterrati), su e giù per i colli, con panorami da togliere il fiato più delle salite (tanto che qui, ogni anno in autunno, si corre l'Eroica con bici d'epoca). Si procede non troppo veloce, né troppo piano: alla giusta andatura, quella che permette di godere il paesaggio, di essere, anche chi pedala, parte del paesaggio. E si attraversano castelli, come il Castello di Brolio che sorge al centro di sterminati vigneti, dove fare una sosta. Pur essendo privato il castello è visitabile, ad eccezione del palazzo.

E' possibile compiere per intero il giro degli spalti, dai quali si hanno splendide viste sulla zona del Chianti. Altra tappa a Gaiole in Chianti. Dell'antico borgo, fondato tra duecento e trecento, resta la consapevolezza di un passato importante come luogo ideale per incontri e mercati, testimoniato da una strada-piazza: via Ricasoli lungo la quale si svolse, e si svolge tuttora, la mercatura e la vita del paese che ha origini legate al commercio. Le antiche case, il lungofiume e gli arredi urbani rimandano alle attività mercantili medievali. Un consiglio: sostate nelle trattorie e nelle cantine (dove si produce dell'ottimo chianti) che incontrerete lungo il vostro viaggio, sarà un'esperienza sensoriale indimenticabile.

Chi non ricorda la grande impresa compiuta da Vittorio Adorni in occasione dei mondiali di ciclismo del settembre del 1968? Protagonista di una fuga leggendaria (si corre a Imola, a un passo da casa sua, con partenza e arrivo all'autodromo, sul circuito dei Tre Monti), il campione giunse sul traguardo con quasi 10 minuti di vantaggio sul secondo classificato. L'arrivo sul rettilineo finale è regale. La maglia azzurra che luccica al sole di quel tardo pomeriggio d'estate. E vale la pena ripercorrere queste mitiche avventure sulle strade di Adorni, attraverso un percorso di 78 chilometri (dislivello in salita: 998 m
e una difficoltà media). Si parte dalla Rocca Sforzesca di Imola che si impone allo sguardo per la grandezza e l'imponenza architettonica e si attraversa Castel del Rio, pittoresco borgo appenninico, a ridosso del confine toscano, situato su una collina balcone, come se fosse il palco di un grandioso teatro dal quale dominare tutta la valle. Il punto più bello di questo itinerario? Attraversare il ponte Alidosi, dalla caratteristica "schiena d'asino", monumento nazionale sul corso del Santerno. Info qui

Altro punto di forza dell'Emilia Romagna è la possibilità di visitare le città d'arte su due ruote, attraverso il circuito Cycle-r, che mette a disposizione pacchetti con tutto incluso: a cominciare da un navigatore satellitare di ultima generazione bici, mappa, hotel specializzati con deposito, officina, lavanderia. E non solo. Visto che chi pedala tutto il giorno, rientra solo al pomeriggio, ecco che anche la ristorazione è flessibile: chi vuole potrà mangiare un piatto di pasta anche alle diciassette.

Numerosi i percorsi ciclabili del Friuli Venezia Giulia, come quello che parte da Grado (circa 20 km) per imboccare la Riserva Naturale della Valle Cavanata. Utilizzata in passato come "valle da pesca", la riserva vanta la presenza di numerosi ambienti fra il mare e la terraferma (laguna, spiaggia, bosco, prato, valle da pesca, stagno) che la rendono popolata da oltre duecento specie di uccelli. Subito dopo il Centro Visite, svoltando a destra su una stradina che segue la riva sinistra del Canale Averto, si giunge all'argine oltre il quale c'è il mare. Da si può seguire la strada bianca che costeggia il rilevato (via Canéo), e vale la pena fare una sosta per salire sull'argine e dare uno sguardo al panorama sul golfo di Trieste.

Per sconfinare all'estero, si può fare il Passo Rombo che collega l'Ötztal, una vallata nel cuore del Tirolo austriaco, direttamente al territorio italiano. Adrenalina pura con il Singletrail, un percorso emozionante, che si diparte da quota 3.058 m e scende nell'abitato di Sölden.

In Liguria si può seguire il passo costiero del Ponente, in un percorso adatto anche ai bambini (22 km da Sanremo a San Lorenzo al Mare del tracciato in andata e in ritorno). Là dove sferragliava il treno (la pista è realizzata sul sedime dismesso della ferrovia a terrazza sul mare), ora è un via vai silenzioso di persone su bici, mountain bike, che si godono gli straordinari panorami. E se si è stanchi, tanti sono gli accessi a spiagge e scogliere per una sosta di relax, avvolti dai profumi della macchia mediterranea.

Mani salde al manubrio e si può andare anche lungo la via Appia, una delle più antiche "autostrade" del mondo, costruita oltre 2300 anni fa, per collegare Roma a Brindisi, porta d'Oriente (fu voluta dal censore Appio Claudio nel 312 a.C), la cui larghezza era fissata in 14 piedi (circa 4 metri): un vero record per l'epoca. Un percorso molto amato dai viaggiatori d'inizio secolo. Thomas Ashby compì per ben due volte il tragitto da Roma a Brindisi, pedalando insieme ai suoi studenti inglesi, ospiti della "British School at Rome". Altri tempi, ma anche solo il tratto sterrato (4,5 Km) tra Mesagne e Latiano, regala emozioni tra secolari uliveti e ricchi vigneti che punteggiano l'orizzonte. Lungo la strada si possono ammirare i resti dell'antico muro messapico: il fascino delle "rovine" che custodiscono l'anima dei luoghi. Procedendo lentamente, gli occhi si riempiono della campagna circostante, la cui luminosità si fonde con il biancore abbagliante delle masserie, sparse qua e là come se volessero librarsi nell'aria, a testimonianza di un'antica civiltà rurale, molte delle quali trasformate in strutture ricettive.

I più allenati possono spingersi poi fino alla Colonna romana, simbolo di Brindisi, là dove sembra finisse la Regina Viarum, come era stata definita. La si scorge da lontano e già affascina per la sua imponenza (supera i 18 metri di altezza) ed eleganza. Come una sentinella immobile, guarda al mare ed assiste, da secoli, al passaggio ininterrotto di gente.

Infine, anche i pellegrini appassionati di due ruote trovano la loro dimensione che unisce il viaggio religioso alla vacanza. Dove? Lungo il Cammino di Francesco, 80 chilometri sulla strada del Poverello d'Assisi, messi in rete dall'Apt di Rieti, per abbinare il piacere dello sport e dello stare all'aria aperta al ristoro dell'anima, la fatica alla preghiera. Tra le varie tappa, da non perdere quella tra Greccio - Poggio Bustone, per una lunghezza di 18,6 chilometri e una difficoltà media (la salita tra Borgo San Pietro e Poggio Bustone è molto ripida ed è impraticabile per chi non sia super allenato, con un dislivello di 260 metri). Greccio-Poggio Bustone, oltre ad essere il più fattibile, è anche uno dei sentieri più coreografici perché costeggia la Riserva Naturale dei laghi Lungo e Ripasottile. Specchi d'acqua racchiusi da canneti, arricchiti dalle fioriture rare ed eleganti delle ninfe bianche. Tutto intorno sono salici, pioppi e arbusti di sambuco. Un luogo che consente di praticare il birdwatching, con punti di osservazione predisposti e mimetizzati nella vegetazione: se si è fortunati si può scorgere il Tarabusino, piccolo e raro airone. Un altro tratto alla portata di tutti (circa 9 chilometri) è quello che va dal Santuario di Poggio Bustone al Faggio di San Francesco.

Il Faggio è unico per la sua forma straordinaria - la chioma misura 22 metri di diametro - con i rami che s'intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale. La tradizione vuole che la pianta assunse questa conformazione per riparare San Francesco da un temporale che lo sorprese durante un solitario ritiro mistico. Esistono solo altri due esemplari della stessa specie, in Inghilterra e in America Settentrionale, che hanno una forma paragonabile. Ritornati in pianura lo sguardo si apre su una morbida conca, che con i suoi spazi agresti ha già di per sé qualcosa di celestiale.

Fotogallery su Repubblica.it

martedì 15 marzo 2011

Ricognizione GF Franciacorta 2011

Sabato mattina, in una brutta e fredda giornata abbiamo effettuato una una ricognizione del percorso della seconda Granfondo di Coppa Lombardia: pensavo peggio in tema sicurezza, le strade nel complesso sono belle e larghe.

Secondo me i punti critici sono l'attraversamento di Sarnico (e questo ci sarebbe stato in ogni caso) e la tratta Lovere - Riva di Solto, dove la strada è stretta e piena di curve. Per il resto mi sento più tranquillo, ovviamente occhi sempre aperti visto che si formeranno grupponi belli folti.

Per quanto riguarda le salite, la prima, è molto veloce ma se si arriva un pò al gancio la si soffre sicuro. La sucessiva discesa è corta e veloce, seguita da un tratto di pianura a favore e un ulteriore discesone dritto e velocissimo per arrivare a Lovere dove cìè una secca svolta a destra, per ritornare sul lago.

Da qui inizia un lungo e noioso tratto di pianura, occhio al primo tratto come appena detto, e fino all'attacco della seconda ed ultima salita.

Questa è un bel muro nella prima parte (me lo ricordavo bene dallo scorso anno) poi diventa pedalabile nella seconda parte.

Da Polavoeno, un bel discesone, veloce con bei curvoni che invitano a lasciar correre e disegnare traettorie da motogp, per poi trovarsi negli ultimi 3,5 km di piano per giungere all'arrivo.

In totale il percorso è di 108 km effettiva e il dislivello è di 1147 mt

giovedì 10 marzo 2011

Giro nelle Valli Bergamasche

Ho preso spunto da un giro, del mio amico Gabriele, e me lo sono rimodellato su misura. Volevo fare tanta strada e tanta salita: Obiettivo raggiunto.

Parto da Calco verso le valli Bergamasche, passando, Cisano Bergamasco, Almenno S.Salvatore, fino a Zogno dove inizia la prima ascesa: Miragolo San Salvatore. Da qui salgo ancora fino a Salmezza, salita breve e suggestiva tra rocce e neve, per poi scendere in picchiata verso il Selvino e ancora fino a Nembro.
La discesa è molto divertente, strada larga, pulita, veloce e poco trafficata, ideale per disegnare delle belle traettorie con la bici.
A Nembro giro la bici e ritorno verso la cima. Anche qui, come sulla Miragolo esercizi di SFR: oltre alla quantità pure qualità. Arrivo in cima soddisfatto, il tempo è bellissimo, e non fa troppo freddo.

Mi ributto in picchiata verso Algua, fino a Ponte Bracca, dove inizia l'ascesa verso Dossena. Anche questa salita è poco trafficata, le pendenze sono abbordabili, ideale per fare altre ripetute, che mettono in difficoltà le gambe.
A Dossena, il bello deve ancora arrivare. Altra discesa verso San Giovanni Bianco, dove c'è in programma, la Val Taleggio. Tanto bella quanto fredda è la gola, che si attraversa. Questo è il momento più difficile del giro, dove le gambe cominciano a far male, il fisico ad essere stanco e pure la testa ad agitarsi per l'orario: mi rendo conto di avere poco margine prima che faccia buio.
Per fortuna ho un antico ricordo di quando passai da queste parti anni fa, e cerco di star tranquillo, e di tirare.
Scollino a Sottochiesa, e la successiva ascesa vero Forcella del Bura, la affronto con decisione; questa ad esempio non me la ricordavo così lunga, per fortuna è solo un falsopiano.
Quindi mi butto in discesa verso Brembilla dove, un pò per la stanchezza un pò per il poco tempo, evito di salire verso Laxolo come da programma, e continuo verso Sedrina, per poi riprendere la strada che porta ad Almenno S.S e rientrare verso Calco.

A Calco arrivo dopo 7h 15' di bici, con ben 185km e 3650mt di dislivello, decisamente un ottimo allenamento, di cui sentivo la necessità di fare.

Anche se ho perso molto tempo in alcuni incroci (a volte sbagliando pure strada), perdendo la possibilità di fare altra salita, direi che visto il periodo sono più che soddisfatto. Buona la media, e buona la tenuta fino alla fine.

Note Itinerario:
La Tratta Calco, Cisano B fino al bivio verso Almenno è molto trafficata, se possibile è meglio evitarla.
Ad Almenno S.S. ho erroneamente girato verso Almè e preso la provinciale che porta a Zogno, anch'essa con traffico pesante. Molto meglio la strada secondaria che da Almenno va verso Ubiale Clanezzo. L'avevo fatta qualche anno fa con Gabriele ma ieri non me la ricordavo.
Il resto dell'itinerario è fantastico, veramente poco traffico, strade abbastanza pulite e messe bene.

Salite Affrontate:
Miragolo San Salvatore da Zogno
Salmezza da Miragolo S.S. (per arrivare diretto al Selvino)
Selvino da Nembro
Dossena da Ponte Bracca
Sottochiesa-Costa d'Olda da S.Giovanni Bianco
Forcella del Bura da Lavina

Di seguito il link all'itinerario completo e la differenza di chilometraggio è dovuta ad alcuni sbagli strada che ho fatto:
Link Track4Bikers